Acquedotto Pugliese S.p.A. e amministratori di condominio… continua l’incomunicabilità

Ancora una volta cittadini dell’abitato di Bari penalizzati dal servizio erogazione acqua a causa delle scarse piogge. I maggiori cittadini penalizzati sono proprio coloro che abitano in condominio non avendo spesso la possibilità di raccogliere acqua necessaria per il fabbisogno quotidiano in apposite cisterne. Il grido di allarme riscontrato negli stabili amministrati in condominio deriva soprattutto nella scarsa capacità organizzativa dell’Ente costretto fin troppe volte a ricorrere a situazioni di emergenza come la chiusura o l’interruzione del servizio pubblico. Gli amministratori di condominio sono i più penalizzati dalle difficoltà dell’Acquedotto quali primi fronte dell’emergenza da parte degli abitanti dei condomini e sempre lontani da fonti comunicative dell’Ente. Infatti il primo problema che si riscontra nei condomini è la scarsa comunicazione da parte dell’Ente, incapace di coinvolgere professionisti che spesso ricoprono ruoli fondamentale nel tramite delle comunicazioni. Ancor di più i disagi aumentano nell’approcciarsi con lo sportello presente nel palazzo dell’Acquedotto di Viale Emanuele Orlando, che non consente ancora oggi agli amministratori di condominio una corsia referenziale per affrontare questioni che riguardano i condomini. Inevitabile la discussione sui costi che incide gravosamente sulle famiglie dei condomini avendo riscontrato negli ultimi cinque anni copiosi aumenti in bolletta, senza trascurare la questione ancora oggi misteriosamente aperta che riguardava la riscossione di quote in bolletta definite “deposito cauzionale”. Scompenso economico oggi ancora non giustificato dai disagi creati ai condomini e tutto sotto gli occhi degli organismi preposti al controllo: in primis la Regione Puglia. Appare a nostro avviso del tutto illogica la mancanza di reazione da parte della Regione nel merito dei disagi creati dall’Ente ai cittadini e soprattutto come ancora oggi non venga convocata una task force o una conferenza di servizi che avvicini tutte le parti in causa coinvolte nella gestione del problema. Ovviamente l’auspicio è almeno per questa volta che qualcuno si ricordi di ascoltare o convocare tutte le associazioni di categoria, fra le quali anche quelle degli amministratori di condominio.