L’indivisibilità delle parti comuni

La legge di riforma del condominio conferma l’indivisibilità delle parti comuni, tranne casi particolari e in presenza di determinate condizioni. Le parti comuni sono soggette a divisione soltanto se: • siano state sottratte all’uso comune con delibera unanime; • la divisione possa farsi senza rendere più incomodo l’uso della casa a ciascun condomino. La maggiore o minore comodità di uso ai fini della divisibilità delle cose stesse, va valutata, oltre che con riferimento all’originaria consistenza della cosa comune, considerata nella sua funzionalità piuttosto che nella sua materialità, anche attraverso il confronto fra le utilità che i singoli condomini ricavavano da esse e le utilità che ne ricaverebbero dopo la divisione.