La riforma del condominio

La cd. riforma del condominio rappresenta indubbiamente un impulso a un progetto di trasformazione della professione di amministratore di condominio anche se soddisfa parzialmente le esigenze della intera categoria. La prospettiva della eliminazione di tutti gli ordini professionali al fine di adeguarsi alla normativa comunitaria, non deve indurre il Legislatore ad occuparsi in maniera marginale della questione deontologica e professionale delle varie categorie. Come ogni categoria di lavoratori è necessaria una disciplina che determini i confini entro i quali ciascun libero professionista possa muoversi. A tal proposito occorre tener presente che importante disciplina professionale tutela sempre più la clientela utenza, che potrà in qualsiasi modo o caso attenersi. Ancor più marginale è la trattazione dell’ambito professionale dal punto di vista tributario-fiscale che non qualifica minimamente la categoria professionale. L’assoluta assenza di organismi di controllo circa l’autenticità di “simil” corsi di avviamento alla professione nonché di aggiornamento della stessa resta un autentico baluardo. Nel merito, il Legislatore si occupa di argomentazioni che nella prassi vengono già rispettate e lo dimostra la Giurisprudenza che spesso si adegua anche alla prassi. Pertanto, alla stregua di quanto sin qui analizzato, rimane la precipua convinzione che la categoria sia degna di una attenzione particolare in merito a rapporti interni e con terzi e che allo stesso tempo la categoria debba farsi portatrice di interessi e di proposte proprie. Non può mancare  una nota di autocritica in merito a quanto la categoria abbia fatto sino ad oggi, chiudendosi in rapporti conflittuali ambiziosi ed allo stesso modo inconsistenti circa la difesa dei propri diritti. La cd. riforma non ha fatto altro che consentire il proliferare di associazioni di categoria con l’ambizioso compito ciascuna di sostituirsi all’ordine professionale mancante. In realtà si è consentito solo lo sviluppo di una politica speculativa sugli addetti della categoria professionale in cui gli associati pur di offrire una maggiore visibilità sul mercato professionale, aderiscono senza tener conto nella maggior parte dei casi degli interessi stessi da difendere dell’intera categoria. Pertanto l’auspicio è che le varie associazioni depongano le proprie armi a favore dell’intera categoria affinché anche il Legislatore possa seriamente prender in considerazione l’opportunità di apportare serie modifiche alla cd. riforma.